Taglio dell’IRPEF, sostegni alla natalità, agevolazioni per le aziende e nuove risorse per la sanità. Il Governo presenta la sua quinta legge di Bilancio, ma restano aperti gli interrogativi sulle coperture finanziarie e sull’effettivo impatto delle misure sui cittadini.
Una manovra da circa 26 miliardi di euro per il 2027 e 27 miliardi per il 2028. Sono queste le dimensioni della nuova Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Il Governo guidato da Giorgia Meloni concentra gli interventi su riduzione della pressione fiscale, sostegno alle famiglie, occupazione, imprese e sanità.
La nuova finanziaria rappresenta un passaggio importante per l’esecutivo, chiamato a conciliare le promesse economiche con i vincoli di bilancio e gli impegni assunti in sede europea.
IRPEF: il Governo punta sul ceto medio
Tra le misure più rilevanti figura l’ampliamento del secondo scaglione IRPEF al 33%, che viene esteso fino a 55.000 euro di reddito annuo. Secondo le stime presentate dal Governo, il beneficio fiscale potrà raggiungere circa 500 euro all’anno.
L’obiettivo dichiarato è alleggerire il carico fiscale sui lavoratori dipendenti e sui contribuenti con redditi medi, in una fase ancora caratterizzata dal problema del costo della vita.
Famiglie e natalità: arriva il fondo per i nuovi nati
Particolare attenzione viene riservata alle famiglie. Tra le novità figura un fondo previdenziale per i nuovi nati, alimentato dallo Stato con 100 euro all’anno fino al compimento dei 18 anni.
Previsto inoltre il rafforzamento del congedo parentale retribuito all’80%, con periodi aggiuntivi legati al numero dei figli. Il Governo punta così a incentivare la natalità e a sostenere economicamente i genitori.
Sanità: più risorse e un voucher per gli anziani
La manovra prevede un incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, che dovrebbe raggiungere 146,3 miliardi nel 2027.
Tra gli interventi annunciati figura anche un voucher sanitario da 300 euro destinato agli over 75 con reddito da pensione fino a 28.000 euro annui, per contribuire alle spese non coperte dal Servizio sanitario nazionale.
Le risorse aggiuntive saranno destinate anche al rafforzamento dei servizi ospedalieri, al pronto soccorso e agli interventi per le patologie neurodegenerative.
Imprese e lavoro: incentivi e agevolazioni
Sul fronte economico, viene confermato il sostegno agli investimenti nella ZES unica del Mezzogiorno, con uno stanziamento di 2,4 miliardi nel 2027.
Sono inoltre previste proroghe degli incentivi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle aree economiche speciali.
Per i lavoratori autonomi, il Governo propone di innalzare da 85.000 a 100.000 euro la soglia di accesso al regime forfettario ai fini delle imposte sui redditi, subordinatamente agli aspetti autorizzativi europei per l’applicazione IVA.
Pensioni: un fondo da 850 milioni
Sul capitolo previdenziale viene previsto un fondo da 850 milioni di euro per favorire una maggiore flessibilità nell’uscita dal lavoro. I dettagli relativi ai requisiti e alle categorie interessate dovranno essere definiti successivamente.
Resta quindi aperta la questione del futuro pensionistico di milioni di lavoratori, soprattutto di coloro che attendono strumenti più flessibili per lasciare il lavoro.
Le coperture finanziarie e il contributo delle banche
Uno degli aspetti più discussi riguarda il finanziamento della manovra. Una parte significativa delle risorse dovrebbe arrivare dal settore bancario e assicurativo, dall’aumento della Tobin Tax, dal comparto energetico e da quello dei giochi, oltre che dalla riduzione delle spese ministeriali.
Secondo le indicazioni diffuse dal Governo, oltre 5 miliardi arriveranno dal settore finanziario e dall’aumento della tassazione sulle transazioni finanziarie.
Una scelta che apre il confronto con il mondo bancario e imprenditoriale sul peso della fiscalità e sulle possibili conseguenze per il sistema economico.
Una manovra tra ambizioni e vincoli europei
La Legge di Bilancio 2027 dovrà ora affrontare il percorso parlamentare, durante il quale le forze politiche potranno proporre modifiche e correttivi. Il provvedimento dovrà essere approvato definitivamente entro il 31 dicembre.
La sfida per il Governo sarà trasformare gli interventi annunciati in benefici concreti per cittadini e imprese, senza compromettere gli equilibri della finanza pubblica.
La manovra si presenta dunque come un intervento che punta a sostenere consumi, occupazione e famiglie, ma il giudizio sulla sua efficacia dipenderà soprattutto dai risultati: potere d’acquisto, crescita economica, qualità dei servizi pubblici e capacità di creare nuova occupazione.
